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Come Consumare l'HHCPO: i Prodotti Disponibili
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Quando si parla di cannabis legale, i cannabinoidi sintetici sono uno degli argomenti più dibattuti dal punto di vista legale. La situazione è molto confusa in quanto molti di questi si collocano in un’area grigia tra legalità e illegalità. In questo articolo vedremo cosa sono i cannabinoidi sintetici e qual è la situazione legale attuale sia in Italia che in Europa

Cosa sono i cannabinoidi sintetici

I cannabinoidi sintetici sono delle sostanze che “imitano” gli effetti dei cannabinoidi della cannabis, come il CBD e il THC. Anche questi si legano ai recettori dei cannabinoidi nel corpo. Per questo motivo, vengono utilizzati per creare dei prodotti alternativi legali della cannabis non depotenziata. Alcuni cannabinoidi sintetici sono potenzialmente dannosi. Altri, invece, hanno effetti terapeutici e ricreativi e non sono dannosi per la salute. La differenza sta nella tipologia di cannabinoidi sintetici e nel metodo di produzione. Per capire meglio, è necessario fare una distinzione.

Cannabinoidi sintetici: chimici VS “naturali”

È necessario distinguere tra due tipi di cannabinoidi sintetici: chimici e di derivazione naturale. I primi vengono creati in laboratorio usando sostanze chimiche che non hanno nulla a che fare con i cannabinoidi naturali. Gli altri – quelli presenti anche sul nostro sito – non sono altro che cannabinoidi naturali, le cui molecole sono state “potenziate”.

I cannabinoidi sintetici di derivazione chimica vengono applicati artificialmente su vari tipi di erbe adatte al fumo o alla vaporizzazione. Possono trovarsi anche nella cannabis sintetica o fumo sintetico.  I cannabinoidi di derivazione naturale, invece, sono già presenti nelle piante di cannabis geneticamente modificate. Da queste piante è possibile produrre anche resine, oli o e-liquidi.

I cannabinoidi sintetici vengono prodotti da aziende con lo scopo di fornire ai propri clienti delle alternative alla cannabis illegale. I cannabinoidi sintetici di derivazione naturale, invece, sono nati, nella maggior parte dei casi, in laboratori di ricerca. Il fine di queste ricerche era scoprire in che modo i cannabinoidi naturali interagissero con il sistema cannabinoide. La ricerca mira anche a indagare i loro benefici terapeutici e il loro potenziale impiego in campo medico.

Un’altra differenza tra questi due tipi di cannabinoidi sintetici sta negli effetti collaterali. Quelli chimici, per via della loro origine, potrebbero avere degli effetti collaterali anche molto gravi. Come vedremo anche in seguito, questi composti potrebbero provocare avvelenamento, ictus e perfino la morte. I cannabinoidi sintetici di derivazione naturale, invece, hanno gli stessi collatorali passeggeri e blandi effetti della cannabis, sia light che naturale.

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Cannabinoidi sintetici: controversie legali

L’agenzia europea EMCCDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) monitora l’uso delle sostanze stupefacenti in Europa. Si tratta di un’agenzia con sede a Lisbona, Portogallo, fondata nel 1993. L’EMCCDA controlla le tendenze del consumo di droga, raccoglie e analizza dati provenienti da tutti gli Stati membri dell’UE. Analizza le politiche anti-droga esistenti e fornisce supporto tecnico per sviluppare politiche più efficaci per affrontare il problema della droga. Inoltre, fornisce informazioni obiettive, affidabili e aggiornate sulla droga e la tossicodipendenza all’Unione Europea e ai suoi Stati membri. 

I cannabinoidi sintetici sono la categoria di sostanze più monitorate da questa agenzia. In un rapporto disponibile online l’EMCCDA mette in guardia dai pericoli dei cannabinoidi sintetici. Non distingue, però, tra le molecole chimiche create in laboratorio e i cannabinoidi di derivazione naturale.

L’EMCCDA, riferendosi ai cannabinoidi sintetici chimici, afferma che queste sostanze artificiali, prodotte all’estero, raggiungono l’Europa sotto forma di polvere. Qui vengono lavorate e poi applicate su materiale vegetale diverso dalla cannabis, come menta, tabacco o timo. Sono sostanze potenzialmente dannose che, come detto, possono provocare avvelenamento di massa, danneggiare la salute e portare perfino alla morte. 

Queste sostanze, denominate semplicemente “cannabinoidi sintetici“, fanno parte dell’elenco delle sostanze stupefacenti nella Tabella 1 del Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90). Di contro, nell’elenco non sono presenti i cannabinoidi sintetici di derivazione naturale come l’H4CBD o l’H3CBN. Questi ultimi, come è chiaro dal nome, derivano dai cannabinoidi naturali CBD e CBN. I cannabinoidi presenti nell’elenco sono il THC, l’HHC acetato e l’HHC-P.

La zona legale grigia dei cannabinoidi sintetici naturali

Mentre i cannabinoidi sintetici chimici sono illegali, quelli naturali si collocano in una specie di limbo tra legalità e illegalità. Essendo “cannabinoidi sintetici” dovrebbero essere illegali. Tuttavia, poiché nella maggior parte dei casi derivano da molecole naturali legali, non rientrano a pieno nella categoria illegale.

Per esempio, l’H4CBD non è altro che una molecola di CBD (legale) idrogenata. Lo stesso vale per l’H3CBN, che deriva dal CBN, anch’esso legale. Il cannabinoide sintetico HHCPO deriva dall’HHC e dall’HHCP che, come visto prima, sono illegali. Ma poiché la molecola è diversa (contiene un gruppo acetato), si distingue dalle sostanze naturali da cui deriva. 

Tutti questi cannabinoidi, oltre a non essere nell’elenco delle sostanze stupefacenti, sono di grande interesse nella ricerca medica. La cannabis naturale che li contiene potrebbe dunque essere considerata terapeutica. Inoltre, se la cannabis che li contiene ha un livello di THC inferiore allo 0,3-0,6%, rispetta il limite di legge.

Tanto la ricerca scientifica, quanto le normative, dovrebbero valutare uno per uno i cannabinoidi sintetici naturali. Ciò sarebbe utile per capire quale sia il loro potenziale terapeutico, i loro effetti psicoattivi. Ma i cannabinoidi sintetici vengono prodotti a un ritmo elevato e raramente i legislatori riescono a stare al passo. Da tutte queste problematiche e considerazioni deriva la difficoltà di stabilire quando e sé un cannabinoide sintetico “naturale” è illegale oppure no.

Conclusioni

Come abbiamo visto, quella dei cannabinoidi sintetici è una questione complessa e molto delicata. Speriamo che questo articolo abbia aiutato a chiarire un po’ le idee e a rispondere a eventuali domande. Se avete dei dubbi sulla legalità di un prodotto è utile tenere a mente alcuni consigli. 

Innanzitutto, dovreste evitare i cannabinoidi sintetici di origine chimica. Per questi prodotti, come dice la EMCCDA, non ci sono garanzie né sulla provenienza, né sugli effetti collaterali. I cannabinoidi sintetici che derivano dai cannabinoidi già presenti nella cannabis, invece, sono sicuri. Inoltre, affidandovi a negozi fisici e online sicuri, come GreenKarma, avete massima garanzia per quanto riguarda qualità e sicurezza. Per gli shop come il nostro, infatti, qualità, sicurezza e legalità sono, da sempre, priorità assolute.

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