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Cannabis Sativa e Indica
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Sicuramente, parlando di cannabis, avrai sentito parlare delle due principali varietà: Sativa e Indica. In linea di massima, la cannabis Sativa ha un effetto energizzante e, per tanto, è più raccomandata per l’uso diurno. L’Indica, al contrario, è rilassante ed è più utilizzata per l’uso terapeutico. Quest’ultima è più efficace nell’alleviare il dolore e l’insonnia

I coltivatori spesso incrociano le due tipologie per creare degli ibridi. Tali ibridi possono essere a predominanza Indica o Sativa. Tuttavia ogni ceppo è unico e ha effetti diversi che dipendono da vari fattori. In questo articolo discuteremo la differenza tra Indica e Sativa. Discuteremo non solo degli effetti, ma anche della struttura fisica e della componente chimica. 

Differenza Indica e Sativa, come si presentano?

Le varietà Sativa e Indica sono facilmente distinguibili anche a vista. Le piante di cannabis Indica sono più corte. Di solito non superano i 120 cm di altezza circa, hanno molti rami e un aspetto cespuglioso. Anche le foglie sono più larghe. Le piante Sativa sono più alte e possono superare i 3 o 4 metri d’altezza. Le piante hanno meno rami e le foglie sono più strette. Gli ibridi, creati dall’incrocio o dall’impollinazione incrociata di due diverse specie di cannabis, possono variare nell’aspetto a seconda delle piante madri.

Composizione chimica 

Entrambe le varietà di canapa contengono due principi attivi, detti cannabinoidi. Uno è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e l’altro è il cannabidiolo (CBD). Questi composti, interagendo con il sistema endocannabinoide del corpo, influenzano il cervello in modo diverso.

Le piante di cannabis Sativa in genere producono più THC che CBD. Al contrario, le piante di cannabis Indica di solito producono più CBD rispetto al THC. Secondo alcuni esperti, però, i termini Sativa e Indica dovrebbero distinguere le piante di cannabis per quanto riguarda l’aspetto fisico, non tanto per i loro effetti. Questo sembra ragionevole dato che le quantità di THC e CBD nello stesso ceppo potrebbero non essere standard e dipendono da tanti fattori.

Rapporto tra CBD e THC e come agiscono sul corpo e mente

La quantità di CBD e THC in un prodotto che deriva dalla cannabis o in una pianta è spesso rappresentata come un rapporto tra la quantità di un principio attivo e quella dell’altro. Ad esempio, un rapporto CBD-THC di 1:1 vuol dire che nello stesso prodotto è presente una quantità uguale di CBD e THC. Un rapporto CBD-THC di 15:1 significa che la quantità di CBD è 15 volte superiore a quella di THC.


Differenze tra THC e CBD

Il THC è noto per i suoi effetti psicotropi e può portare a sonnolenza, euforia e alterazione della percezione dello spazio, del tempo e del corpo. Alcuni studi suggeriscono anche che il THC aiuta a ridurre la percezione del dolore. Porta a questi effetti, legandosi ai recettori dei cannabinoidi presenti in tutto il corpo. Tra questi ci sono i recettori CB1, presenti nel cervello. I recettori CB1 aiutano a controllare molti processi cerebrali importanti per funzioni come l’apprendimento, la memoria, le emozioni, i comportamenti sociali e l’equilibrio. 

Il THC si lega anche ai recettori CB2, presenti in larga parte nei tessuti del corpo. Questi svolgono un ruolo importante per le difese immunitarie. Promuovono anche l’omeostasi e regolano le risposte infiammatorie e immunitarie

Anche il CBD è un principio attivo in grado di ridurre il dolore e l’infiammazione. In più, può alleviare alcune condizioni mentali come ansia, depressione e stress. Al contrario del THC non ha effetti psicotropi. È per questo che nella cannabis light sono i livelli di THC a dover restare al di sotto dello 0,6%, mentre non ci sono limiti stabiliti dalla legge per il livello di CBD.

Oltre al THC e al CBD, sia la cannabis sativa che la cannabis indica contengono altri cannabinoidi e composti che possono contribuire agli effetti finali delle due varietà. Tra questi cannabinoidi meno noti troviamo il cannabigerolo (CBG) e i terpeni. La ricerca sui loro effetti è ancora in corso.

Effetti: differenza tra Indica e Sativa

È comunemente noto che la cannabis sativa è energizzante e aumenta l’euforia, mentre la cannabis Indica aiuta a rilassarsi e favorisce la concentrazione. In realtà le cose sono un po’ più complicate di così. Varie ricerche, infatti, hanno dimostrato che entrambe le varietà hanno effetti positivi sullo stress e sull’ansia. La varietà Indica, però, avrebbe un effetto terapeutico, analgesico e antidolorifico maggiore


Sativa & Indica : gli effetti sono diversi

Come diciamo spesso, le ricerche sono ancora in corso e nessun risultato, a oggi, può essere considerato definitivo. Ricordiamo anche che gli effetti della cannabis, Sativa o Indica, possono variare in base al soggetto, alla sua condizione del momento, al ceppo e a tanti altri fattori.

Quali effetti collaterali hanno la cannabis Sativa e Indica?

L’uso di cannabis può causare effetti collaterali che possono variare da persona a persona. I prodotti a base di cannabis a predominanza di CBD (quindi Indica) possono causare effetti collaterali come: nausea, affaticamento, bocca asciutta, vertigini e cambiamenti nell’appetito. A seconda dello stato d’animo del soggetto, possono svilupparsi anche paranoie passeggere.

La cannabis sativa a predominanza di THC possono anche alterare la percezione sensoriale, spaziale o temporale e generare allucinazioni. Questo non vale per la cannabis sativa light che, avendo un THC inferiore allo 0,6%, non ha alcun effetto psicotropo.

Inoltre, la ricerca suggerisce che l’uso precoce di THC (nel periodo dell’adolescenza) può compromettere il processo di sviluppo del cervello per quanto riguarda funzioni come la memoria, il pensiero e l’apprendimento. Il fumo di cannabis porta, inoltre, a problemi respiratori.

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