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Quali sono i migliori fertilizzanti per cannabis?
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Vuoi approcciarti all’affascinante mondo della coltivazione della cannabis? Nel nostro blog abbiamo pubblicato diversi articoli sull’argomento. Ma ce n’è ancora uno da approfondire, cioè quali sono i migliori fertilizzanti per la cannabis

I fertilizzanti per la cannabis giocano un ruolo cruciale per quanto riguarda la salute, la produttività e la qualità della pianta. Conoscerli può fare la differenza tra un raccolto mediocre e uno straordinario. Ecco, dunque, i nutrienti principali, i formati di concime migliori e le fasi di crescita in cui utilizzarli.

Nutrienti che non devono mancare nei fertilizzanti per cannabis 

Ci sono diversi tipi di fertilizzanti per marijuana. I nutrienti fondamentali che questi devono contenere sono sempre gli stessi, indipendentemente dal formato di concime o dalla varietà di cannabis.

  1. Nutrienti primari per la pianta di cannabis (macronutrienti)

Le piante di marijuana hanno bisogno di alcuni macronutrienti imprescindibili. Questi sono: 

Azoto (N): è responsabile dello sviluppo della cannabis durante la fase vegetativa. È parte essenziale della clorofilla. Senza di essa la pianta non può trasformare la luce solare in energia e non crescerà. L’azoto serva a creare l’acido nucleico, parte essenziale del DNA o dell’RNA. È anche uno degli amminoacidi che costituiscono le proteine. Senza queste le piante di cannabis saranno deboli e fragili.

Fosforo (P): è importante per la produzione di cime grandi e sane e permette alla pianta di assorbire i nutrienti. Questi vengono utilizzati per costruire la struttura della pianta dalle radici ai fiori. Senza fosforo, le piante di marijuana mostreranno radici non sviluppate e potrebbero anche non fiorire. La carenza di fosforo si manifesta con le vene delle foglie di tonalità viola.

Potassio (K): è importante per l’osmoregolazione, la regolazione passiva delle concentrazioni di acqua e sale nella pianta. Il potassio controlla l’apertura e la chiusura degli stomi, i pori delle foglie, permettendo lo scambio di CO2, H2O e ossigeno. Il potassio innesca anche la produzione di ATP, che permette la produzione di glucosio, utilizzabile come energia. Senza potassio, le piante di cannabis saranno deboli e appariranno bruciate.

  1. I micronutrienti della pianta di cannabis

Oltre ai macronutrienti, ci sono i micronutrienti da somministrare in quantità minori. I principali sono il calcio e il magnesio

Il calcio è responsabile del mantenimento della struttura delle pareti cellulari di una pianta. Senza calcio, la pianta non si svilupperà correttamente e le cellule non lavoreranno come dovrebbero. Le piante appariranno rachitiche, con foglie arricciate, dalla punta bruciata.

Il magnesio è importante per la clorofilla. Senza di esso le piante non possono né generare il glucosio dalla fotosintesi né convertire la luce solare in energia. La carenza di magnesio si manifesta con foglie ingiallite e scolorite

Altri micronutrienti secondari utili sono: zolfo, boro, cloro, rame, ferro, manganese, molibdeno e zinco. La cannabis ha bisogno anche di carbonio, idrogeno e ossigeno, che ricava dall’aria e dall’acqua.

Quali sono i migliori fertilizzanti per cannabis?
Piante di cannabis: i macronutrienti essenziali alla sua crescita

Fasi di crescita e rapporto dei nutrienti nei fertilizzanti per cannabis

Per scegliere il fertilizzante per marijuana più adatto, bisogna considerare la fase di crescita. La cannabis ha bisogno di più azoto durante la crescita vegetativa e più fosforo e potassio durante la fioritura. 

La quantità dei nutrienti principali contenuti nei fertilizzanti per cannabis è indicata con una sequenza di tre numeri. Il primo corrisponde all’azoto (N), il secondo al fosforo (P) e il terzo al potassio (K). Ad esempio, un fertilizzante per cannabis che dice “10-4-4” conterrà il 10 % di azoto, il 4% di fosforo e il 4% di potassio in rapporto al peso. 

Un fertilizzante vegetativo, che può essere indicato con la dicitura come “grow” o “crescita“, dovrebbe avere un alto contenuto di azoto, un basso contenuto di fosforo e un moderato potassio: ad esempio 9-4-5. Quando una pianta passa alla fioritura, bisogna ridurre l’azoto e aumentare fosforo e potassio. Il rapporto ideale è all’incirca 3-8-7. In questo caso il fertilizzante da fioritura può anche essere indicato con le diciture “bloom” o “fioritura“.

Non consigliamo di aggiungere fertilizzanti o nutrienti a semi, cloni o piantine. La cannabis è molto delicata nelle sue fasi iniziali: basterà solo l’acqua. Durante l’ultima settimana prima del raccolto, dai alle piante solo acqua per eliminare eventuali accumuli di nutrienti nelle cime (flushing).

Migliori tipi di fertilizzanti per cannabis

  1. Fertilizzanti per cannabis liquidi

I fertilizzanti per cannabis liquidi sono molto pratici da usare e vanno bene sia per le coltivazioni Outdoor che Indoor. Possono essere versati, nebulizzati o distribuiti tramite il sistema d’irrigazione e agiscono molto rapidamente. Tuttavia, è necessario rispettare attentamente le istruzioni e miscelarli con la giusta proporzione d’acqua. Uno sbaglio può portare o a un sovraddosaggio o a una carenza. Entrambe le situazioni sono dannose per le piante di cannabis. Dovrai anche controllare il pH dell’acqua, che deve essere compreso tra 6 e 7 nel terreno e tra 5,5 e 6,5 nei terreni idroponici. 

  1. Fertilizzanti per cannabis organici

I fertilizzanti organici possono essere minerali o scarti di animali e vegetali che contengono i principali nutrienti della cannabis. Troverai:

  • L’azoto in rigetti di vermi, farina di sangue, farina di pesce e guano di pipistrello.
  • Il fosforo in farina di ossa e polvere di roccia.
  • Il potassio in cenere di legno e farina di alghe.
  • Calcio e magnesio nella calce dolomitica.

Anche la roccia glaciale e il gesso contengono minerali benefici per il suolo e le piante. 

I fertilizzanti per cannabis organici vengono molto utilizzati per la coltivazione Outdoor. Solitamente si presentano sotto forma di polvere.

Sono meno rischiosi dei nutrienti liquidi. Di solito, infatti, contengono meno nutrienti e più elementi benefici per gli organismi del suolo. A lungo termine ne migliorano qualità, flusso d’aria e ritenzione idrica. Sono, inoltre, rinnovabili e sostenibili. Alcuni coltivatori ritengono che i fertilizzanti organici aumentino i raccolti e il ​​profilo aromatico della cannabis finale.

Se usi correttamente i fertilizzanti per cannabis organici, dovrai solo innaffiare le piante durante tutto il processo di crescita. Tutte le sostanze nutritive, infatti, saranno già nel terreno. Se li scegli, però, dovrai tenere conto di alcuni svantaggi. Per esempio, ci vorrà più tempo prima che una pianta assorba i nutrienti organici in polvere. Inoltre richiedono tempo per essere assorbiti dalla pianta. Se fa freddo, i microrganismi impiegheranno di più a scomporre i nutrienti. Possono, infine, introdurre insetti e parassiti dannosi.

La maggior parte dei fertilizzanti organici può essere acquistata a buon mercato presso un vivaio e poi mescolata al terreno. Esistono anche miscele di terreno che contengono già le quantità adeguate dei nutrienti importanti per la cannabis.

Conclusioni

Le informazioni contenute in questo articolo sono generali. Diverse varietà di cannabis, di luogo di coltivazione o di terreno possono richiedere quantità di nutrienti differenti. Non dimenticare di informarti quanto più puoi sull’argomento e di chiedere consigli più adeguati ai coltivatori di cannabis esperti della tua zona. Loro conoscono le condizioni ambientali, il terreno naturale e le esigenze delle diverse varietà, dunque possono darti preziosi suggerimenti. Ricorda, inoltre, che la coltivazione di cannabis è legale solo per i produttori autorizzati. Se sei un privato, puoi coltivare un numero limitato di piante e non puoi detenere strumenti o attrezzature che fanno sospettare una produzione massiva, se non vuoi avere problemi legali.

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