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Ormoni Radicanti per la Crescita delle Piantine di Cannabis
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Con la legalizzazione della marijuana terapeutica, la coltivazione di questa pianta è aumentata molto negli ultimi anni. Tale incremento è avvenuto non solo a livello professionale, ma anche domestico. Chi vuole coltivare cannabis deve conoscere tutti i trucchi del mestiere per favorirne la crescita e lo sviluppo ottimale. In questo articolo parleremo degli ormoni radicanti per la crescita delle piantine di cannabis. Vedremo cosa sono, quali sono i principali e i loro effetti sulla crescita, sulla fioritura e sulla produzione di cannabinoidi.

Cosa sono gli ormoni radicanti?

Prima di spiegare cosa sono gli ormoni radicanti per la crescita della cannabis, bisogna introdurre il concetto di “talea“. Una talea è una parte della pianta che viene impiantata nel terreno o messa in acqua. Qui la talea svilupperà le parti mancanti dando vita a una pianta identica a quella originale. Di solito le talee sono fatte con rametti di pianta che devono sviluppare le radici. Ma si ricavano anche dalle radici stesse o dalle foglie. Nel caso delle piante di cannabis, le talee di stelo sono le più comuni.

Gli ormoni radicanti per talee sono sostanze chimiche che stimolano la crescita delle radici. In natura esistono già degli ormoni radicanti naturali, detti fitormoni. Ci sono, però, anche prodotti commerciali sintetici disponibili in polvere, liquido o gel. Di solito non è necessario usare un ormone radicante per le talee. Queste, infatti, contengono già tutto quello che serve per rigenerarsi. Tuttavia, se vuoi accelerare il processo di rigenerazione oppure ottenere piante più robuste, usarli è una buona idea.

Ormoni radicanti naturali

Ci sono diversi ormoni radicanti naturali per talee facilmente reperibili. Vediamo i principali.

  • Auxine

Le auxine sono una classe di fitormoni che svolgono un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo della cannabis. Sono coinvolte nell’allungamento cellulare, nella dominanza apicale e nella formazione delle radici. L’acido indolo-3-acetico (IAA) è l’auxina naturale più comune nelle piante. Le auxine sintetiche, come l’acido 1-naftaleneacetico e l’acido 2,4-diclorofenossiacetico, servono per la propagazione delle piante e nella coltura dei tessuti. Nella coltivazione della cannabis, le auxine vengono utilizzate principalmente per favorire la radicazione delle talee durante la clonazione.

  • Gibberelline

Le gibberelline (GA) sono ormoni vegetali che regolano fattori di crescita come l’allungamento dello stelo, la germinazione e la fioritura. Promuovono l’allungamento degli internodi e ritardano la senescenza nelle piante di cannabis, aumentando altezza e biomassa. Un uso eccessivo di GA può dare origine a piante molto lunghe, compromettendo la resa e la stabilità complessive.

  • Citochinine

Le citochinine sono ormoni vegetali che regolano la divisione, la differenziazione e la senescenza cellulare. Sono coinvolte in vari processi, come lo sviluppo dei germogli, l’espansione delle foglie e il ritardo della senescenza fogliare. Nella produzione di cannabis, le citochinine si usano per favorire la ramificazione laterale e migliorare la crescita vegetativa. Ciò può portare a un aumento dei siti di germogli e della resa complessiva.

Ormoni Radicanti per la Crescita delle Piantine di Cannabis
Gli ormoni radicanti sono dei potenti alleati per ottimizzare la crescita, lo sviluppo e la resa delle piantine di cannabis.

Ormoni radicanti sintetici per piante di cannabis

Oltre ai principali ormoni radicanti naturali, ci sono diversi prodotti sintetici adatti alla coltivazione della cannabis. I principali sono il triacontanolo e il paclobutrazolo

Il triacontanolo è un alcol grasso saturo a catena lineare che aumenta l’efficienza fotosintetica e la produzione di biomassa. In questo modo stimola la crescita della pianta. Il triacontanolo è già presente nelle talee, ma viene aggiunto dall’esterno per stimolarne la ripresa.

Il paclobutrazolo è un PGR sintetico che inibisce la biosintesi della gibberellina, rendendo piante basse con rami più densi. Il paclobutrazolo si usa nella coltivazione della cannabis per controllare l’altezza delle piante e promuovere la ramificazione laterale. Il suo utilizzo è sconsigliato a causa dei potenziali effetti negativi sulla resa e sulla produzione di cannabinoidi.

Come applicare un ormone stimolante per radici

I tempi e la concentrazione ottimali di questi composti variano a seconda dello stadio di crescita e del risultato desiderato. Ad esempio, le auxine vengono tipicamente applicate durante la fase vegetativa per favorire la radicazione. Se usi ormoni radicanti naturali per cannabis, informati sull’uso o fatti consigliare da un coltivatore professionista. Se usi ormoni radicanti sintetici, leggi le istruzioni sull’etichetta. Rispetta dosaggi e altre indicazioni per ottenere il meglio. Ecco alcuni consigli per applicare l’ormone stimolante su una talea di stelo di cannabis.

Innanzitutto, usa un coltello o delle cesoie pulite per rimuovere dalla pianta madre un gambo sano. La lunghezza del gambo deve essere compresa tra i 7,5 e i 20 cm. È meglio effettuare il taglio in prossimità di un nodo, cioè quella protuberanza leggermente rigonfia presente sul gambo. Rimuovi eventuali foglie o fiori dall’area del nodo. 

In un vaso pulito con del terriccio adatto, fai un buco con una matita o uno oggetto simile per inserire lo stelo. Il buco deve essere più largo rispetto allo stelo, in modo che l’attrito con la terra non rimuova l’ormone radicante

Ora, in base al tipo di ormone che hai a disposizione e al suo formato, dovrai applicarlo direttamente sulla parte inferiore dello stelo, oppure direttamente nel buco del terreno. In generale, segui i consigli sulle etichette oppure quelli del tuo fornitore. È sempre un buon consiglio non immergere la talea direttamente nel contenitore originale dell’ormone radicante

Una volta inserito lo stelo, compatta il terreno attorno al taglio per rimuovere eventuali sacche d’aria. Innaffia con moderazione: il terreno deve essere umido, ma non bagnato. Per farlo, puoi usare un flacone spray. Mantieni il taglio ad almeno 15,5°C, fornisci luce ma attento al sole diretto. I sistemi radicali si sviluppano meglio se non sono esposti alla luce solare diretta. Tieni le talee lontane dal sole diretto finché non hanno sviluppato un robusto apparato radicale.

Potenziali rischi e vincoli normativi

Quando parliamo di ormoni radicanti è fondamentale conoscere i potenziali rischi e i vincoli normativi viggenti. Alcuni di questi, specialmente quelli sintetici, possono essere rischiosi per la salute. Il loro uso potrebbe essere limitato o vietato. Inoltre, nella cannabis, l’uso eccessivo o improprio può portare a modelli di crescita indesiderati, a una resa ridotta o a una diminuzione del contenuto di cannabinoidi.

Conclusione

Gli ormoni radicanti per la crescita delle piantine di cannabis sono dei potenti alleati per ottimizzare la crescita, lo sviluppo e la resa della cannabis. Comprendendo bene la loro natura e gli effetti permette di prendere decisioni informate riguardo alla loro applicazione. Questo è fondamentale per migliorare la resa delle piante e produrre raccolti costanti e di alta qualità. Leggi tutte le guide sulla coltivazione della cannabis presenti nel nostro blog.

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